The Mambo King Antonio(per il mondo Tito soprannome affibbiatogli per via della statura)Puente è sicuramente il più grande interprete di quel genere musicale che nel corso degli anni è stato definito col nome LatinJazz,AfroCubanJazz o Salsa,egli seppe unire magistralmente i ritmi afrocubani con la pachanga,col sound delle Big Band Swing degli anni 30/40 che in America del nord spopolavano,con la samba e la bossanova. Nato nel 1923 nel quartiere Spanish Harem da giovanissimo studiò presso la New York School Music e già all’età di 17 anni vantava numerose esperienze in diverse band musicali.Musicista completo (suonava il piano,il sax,era arrangiatore,compositore e vibrafonista)raggiungeva livelli di smisurata ed ineguagliabile grandezza quando teneva tra le mani due bacchette e si sedeva di fronte ai timbales,non a caso un’altro suo soprannome era “el Rey del timbal”. Nel 1940 entra a far parte dell’orchestra di Machito come batterista-timbalero,nel ’42 lascia la band per arruolarsi nella seconda guerra mondiale,nel 1945 al ritorno dalla guerra decide di perfezionare le sue doti artistiche frequentando la prestigiosa Juliard.Nel 1948 Tito fonda una sua band,i “Tito Puente and The Piccadilly Boys” e con loro inizia a suonare in un famoso locale di Broadway,l’Alma Dance Studios.L’anno successivo tale locale fu trasformato in quello che ben presto divenne il più importante locale da ballo di NewYork,il Palladium,frequentato da personaggi del calibro di Marlon Brando,Marlene Dietrich ed altri……ormai la popolarità di Tito era alle stelle! In quegli anni incise il suo primo album “Albaniquito”,ma il suo primo capolavoro lo registrò nel ’55,”Puente in percussion”,un album di sole percussioni unico nel suo genere in cui si avvalse della collaborazione di grandi artisti come Mongo Santamaria o Willie Bobo.
Nel 1972 Carlos Santana portò in vetta alle classifiche una sua vecchia canzone:”Oyo Como Va” rendendolo famoso anche tra le nuove generazioni dell’epoca. Nella sua lunghissima carriera vinse ben cinque latin-grammy: nel ’79 con “A Tribute to Benny Morè” a cui seguirono quelli con “En Broadway”(1983), ”Mambo Diablo”(1985), ”Goza mi timbal”(1990) e “Mambo Birdland”(2000). Ha sempre manifestato la sua immensa stima per la musica e i musicisti cubani, mitica è rimasta la sua frase in cui affermava che se i musicisti cubani avessero la possibilità di girare liberamente per il mondo tutti noi dovremo tornare a scuola di musica! Un’altra sua affermazione rimasta “storica” è quella contro l’uso della parola “Salsa”: ”per me la salsa è solo un condimento per il cibo”, Puente infatti sosteneva che era solo un’etichetta,un gran calderone dove le case discografiche mettevano generi musicali profondamente diversi come la Guajira, il Cha-cha, il Mambo, la Cumbia,ecc.. Morì nel giugno del 2000 lasciando al mondo più di 100 album e oltre 400 composizioni!